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Stemma Vercelli
Vercelli – Piazza Cavour – Grazie Italia – Business a tavola – Claudio Messina

Cuffietta, ciuffo di capelli al vento e mani nell’acqua. La fatica delle mondine che raccolgono il “Riso di Baraggia Biellese e Vercellese DOP”, prodotto che le è valso l’appellativo di “capitale europea del riso”, e il piacere per noi di gustare un risotto magari condito con la Toma Piemontese, sempre DOP, che possiamo trovare in zona.

La provincia vercellese è famosa anche per i filati, le industrie e l’argento ma offre altri prodotti d’oro come il vino che in queste parti si esprime con diverse Denominazioni di Origine: il Bramaterra DOC, un rosso a base di nebbiolo, bonarda, vespolina e croatina che si accompagna bene con carni rosse; poi il Coste del Sesia DOC che spazia dal bianco, al rosato sino al rosso; l’Erbaluce di Caluso DOCG un vino bianco dalla lunga storia con il quale divertirsi sin dall’aperitivo, ai primi, ai secondi di pesce fino a al fine pasto con una versione passita; infine il Lessona DOC, un rosso importante magari da abbinare a un bel brasato che da queste parti è facile trovare.

Vercelli è una delle tappe della via Francigena, mentre la raggiungiamo ci ritorna in mente che la città è famosa perché conserva quello che viene chiamato Vercelli Book, una prima traccia scritta della lingua inglese. L’incontro con le nostre amiche è in piazza Sant’Eusebio dove possiamo ammirare il Duomo, dedicato appunto a Sant’Eusebio, parte dell’Università ed un magnifico parco, dove ci sediamo insieme a Michela Trada e Sabrina Falanga ad ordinare l’aperitivo. Partono le domande.

Sabrina, da 1 a 10 quanto è utile per te incontrarsi a tavola per fare business? e perché?

10
Non esiste situazione migliore di quella che si viene a creare a tavola, per scoprire l’essenza di una persona: si dice che mangiare in compagnia di qualcuno sia un atto così intimo da poterlo paragonare al fare l’amore, perché in esso si rivelano gesti, movimenti e scelte che svelano lati caratteriali e individuali della persona. La velocità con cui mangia, la motivazione per cui sceglie determinati piatti, il modo in cui ripone il tovagliolo a fine pasto: sono tutti gesti attraverso i quali una persona, inconsciamente, svela il suo modus pensandi.

Stare attenti all’altro, al suo gesticolare, alle sue scelte culinarie, scoprirlo proprio ‘a tavola’ ci permette di comprendere a fondo chi abbiamo davanti, se vogliamo veramente fare business con lui perché in qualche modo ci si rispecchia uno nell’altro o se forse si è troppo diversi; non solo: permette anche di capire come trattare l’altro al fine di avviare un business soddisfacente per entrambi, laddove soddisfacente significa capace di rispettare il modo di essere nostro e dell’altro.

Credi o ritieni che esistano particolari usi, costumi locali nel relazionarsi a tavola? Anche in momenti più “soft” come le pause caffè, gli aperitivi …

Non so dire se esistano delle ‘regole’ prestabilite, sono certa che il bon-ton abbia delle norme anche per questo; a livello personale sono molto ferrea sullo scegliere quali momenti proporre e dedicare alle persone, scelte che ricadono in base a due parametri: il primo è il grado di conoscenza, il secondo è la tipologia di business di cui si deve discutere. I pranzi e le cene preferisco proporli quando l’argomento di cui trattare è più articolato o se la relazione di business con quella determinata persona è più profonda di un semplice scambio di lavoro; mentre per progetti e lavori di prassi propongo un aperitivo pre-serale. Evito le pause caffè perché le trovo troppo informali e perché, di per sé, sono momenti che hanno il carattere della fugacità: le propongono solo in casi di aggiornamenti veloci o per un saluto cordiale che miri a mantenere la relazione con un partner referenziale.

Michela se dovessi descrivere la città dove vivi tramite il piatto tipico, quale indicheresti? Anche più di uno.

Sicuramente al primo posto metto la Panissa. Non si può dire Vercelli senza dire panissa; poi aggiungerei il bollito, il fritto misto, la tartufata e i bicciolani. Un bel menù completo (lingua col bagnetto per antipasto).

Se dovessi descrivere la città dove vivi tramite la bevanda tipica (alcolica o analcolica), quale indicheresti? Anche più di una.

Una bella Barbera. Vini rossi in generale del Monferrato, come Grignolino o Bonarda.

Puoi descrivere un rito o un’abitudine relativi alla tavola tipici della tua città?

Un rito tipico è il pranzo della domenica a base di panissa; forse negli anni sta venendo un pochino a mancare, ma io lo tengo nel cuore. Un altro è relativo alla notte tra il primo e il 2 novembre. Si suole lasciare sulla tavola delle castagne e un bicchiere di vino per i nostri cari defunti.

Sabrina hai una ricetta di famiglia, qualcosa che identifica le tue origini e che condivideresti?

Io sono nata, cresciuta e vivo a Vercelli, ma le mie origini sono da trovare nella Campania, laddove tutta la mia generazione (sia di madre sia di padre) è nata e cresciuta: amo in particolar modo il ‘Casatiello’ che prepara la mia mamma, nel periodo che ruota intorno alla Pasqua. Si tratta di una specialità di pane, arricchito con salumi, formaggi e uova sode, riconoscibile dalla sua forma (che ricorda il Panettone), che accompagna sia i momenti a tavola sia le scampagnate che si iniziano a fare nel periodo in questione. Il profumo del Casatiello, per me, è profumo di festa e condivisione.

Concludiamo con un tuo aneddoto Michela, ricordi un momento in cui hai fatto delle scelte a tavola che ti hanno permesso di raggiungere gli obiettivi oppure al contrario, che ti hanno precluso questa possibilità? Puoi descriverle?

Anni fa fui invitata a cena da un conoscente per parlare della creazione di un’associazione; da quel dialogo ne uscì fuori un lavoro come addetto stampa che mi portò a diventarlo anche per un’altra associazione. Non feci nulla di particolare se non essere me stessa. Recentemente un nostro conoscente parlando di progetti e vision a lungo termine ci chiese (ero con la mia socia) di valutare un suo ingresso in società; la cosa non si è poi conclusa, ma sicuramente fu un pranzo molto costruttivo.

Grazie Sabrina e grazie Michela per il tempo che ci avete dedicato, speriamo di reincontrarvi presto.

Di seguito alcuni collegamenti utili per approfondire la conoscenza di Vercelli

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