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Stemma Trieste
Trieste – Piazza della Borsa – Grazie Italia – Business a tavola – Claudio Messina

Trieste è una città antica, di fondazione pre-romana, Tergeste perse splendore in età tardoantica e medievale per poi riprendersi nel ‘700 con l’introduzione del porto franco. La vicinanza con l’Austria e i Balcani ha influenzato sia l’economia che la tradizione culinaria della città.

Qualche esempio è la jota, piatto a base di crauti, pancetta, fagioli e patate, costolette di maiale e un pezzo di salsiccia; anche la minestra de’ bobici con fagioli, mais, prosciutto affumicato e una spolverata di pepe; la “minestra de bisi spacai” una sorta di crema di piselli secchi; esiste una tradizione anche per la pasta fresca come gli gnocchi de pan, a base di pane raffermo, latte, aglio, prezzemolo e speck o prosciutto cotto triestino; gli gnocchi di fegato; gli gnochi de’ susini, preparati con prugne snocciolate, patate lesse, uova, cannella e un pizzico di zucchero; anche il riso è conosciuto con la versione risi e bisi, risotto con piselli freschi; troviamo anche il gulasch, pietanza ungherese a base di spezzatino di manzo con pezzi di prosciutto e paprica; l’agnello al kren (rafano).

Per ogni ricetta che lo richieda suggerisco di utilizzare un buon olio Tergeste DOP. Tra i vini disponibili in zona trovate il Carso DOC proposto in varie versioni: Carso Cabernet franc, Carso Cabernet sauvignon, Carso Chardonnay, Carso Malvasia, Carso Merlot, Carso Pinot grigio, Carso Refosco dal peduncolo rosso, Carso Sauvignon, Carso Terrano, Carso Traminer e il Carso Vitovska che vale la pena provare anche oltrepassando il confine.

Trieste è una città austera nelle sue architetture, forse per via del fatto di essere un po’ mediterranea e un po’ slava. Forse proprio per questo i triestini hanno un calore ed una accoglienza tutta loro, che ci mette subito a nostro agio. Piazza della Borsa è il punto di ritrovo in cui ci hanno dato appuntamento Carmen Moro e Luciano Turroni. Città famosa in tutta Italia per la Bora e per le continue piogge, ci ospita invece in una bella giornata di sole. Ciò nonostante ci accomodiamo all’interno di un bellissimo locale in uno stile a metà strada tra un pub e un wine bar. Ci sediamo in un tavolo alto e partono le domande.

Carmen, da 1 a 10 quanto è utile per te incontrarsi a tavola per fare business? e perché?

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A tavola dopo un buon bicchiere di vino si è più aperti e disponibili… questo per chi ama il buon vino, che da noi non manca mai.

Luciano, credi o ritieni che esistano particolari usi, costumi locali nel relazionarsi a tavola? Anche in momenti più “soft” come le pause caffè, gli aperitivi …

Non esistono particolari usi o costumi a Trieste, se non lo stare in compagnia in locali come questo, penso che possa essere così anche in altre città d’Italia. All’estero, qua a due passi, è tutta un’altra cosa.

Carmen, se dovessi descrivere la città dove vivi tramite il piatto tipico, quale indicheresti? Anche più di uno.

Ce ne sono molti di piatti tipici, ne elenco qualcuno: Jota, gnocchi di susine, gnocchi di pane, prosciutto cotto in crosta, lessi di caldaia con crauti e cren, eccetera. Poi abbiamo una varietà di dolci tipici quali, strudel di mele o di ciliege, putizza, presnitz, pinze, titole, …

Luciano, se dovessi descrivere la città dove vivi tramite la bevanda tipica (alcolica o analcolica), quale indicheresti? Anche più di una.

Spritz, birra e teran, il nostro vino.

Carmen, puoi descrivere un rito o un’abitudine relativi alla tavola tipici della tua città?

D’estate essendoci aperte le “osmize” sul Carso i triestini pranzano in questi locali contrassegnati dalla frasca.

Luciano, hai una ricetta di famiglia, qualcosa che identifica le tue origini e che condivideresti?

Strudel di mele (strucolo de pomi), palacinche (crepes). Però non mi chiedete la ricetta perché non la so, non li faccioio.

Concludiamo con un tuo aneddoto, ricordi un momento in cui hai fatto delle scelte a tavola che ti hanno permesso di raggiungere gli obiettivi oppure al contrario, che ti hanno precluso questa possibilità? Puoi descriverle?

Quando ho fatto per la prima volta gli spaghetti alla carbonara con uovo intero e sono venuti malissimo. Mettere solo il rosso. Obiettivo raggiunto, in altre parole ho compreso la ricetta. Prosciutto cotto in crosta di pane in occasione dei miei compleanni. Con questa ricetta posso conquistare ciunque a tavola.

Grazie Carmen e grazie Luciano per il tempo che ci avete dedicato, speriamo di reincontrarvi presto.

Di seguito alcuni collegamenti utili per approfondire la conoscenza di Trieste

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