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Stemma Pesaro
Pesaro - Piazza del Popolo - Grazie Italia - Claudio Messina - Business a tavola

Pesaro, città del territorio marchigiano ha trovato molti spunti culinari nella vicina Romagna. Dai cappelletti alla pesarese fatti però con ripieno di carni differenti (dall’arrosto di maiale, lesso di cappone fino al midollo di garretto di bue) alle tagliatelle e i cannelloni “alla Rossini” in ricordo del compositore; a seguire un riso lessato mescolato con fichi secchi, uvetta, miele ecc. che prende il nome di Bostrengo; per poi passare ai piatti della tradizione marinara come le triglie al prosciutto, le seppie ripiene e i “Garagoli”, crostacei saltati nell’olio con varie spezie e le olivette di vitello. Condivide con Urbino alcune denominazioni come Prosciutto di Carpegna DOP e formaggi come la Casciotta d’ Urbino anch’essa DOP. Da non dimenticare l’olio, elemento fondamentale della nostra tavola, come il Cartoceto DOP.

Anche i vini sono in condivisione tre le provincie; consigliamo il Bianchello del Metauro DOC oppure i Colli Pesaresi DOC nelle loro varie declinazioni dai bianchi ai rossi.

Oggi siamo nella Città della Musica, Pesaro

La città ha ricevuto questo nome per aver dato i natali a Gioacchino Rossini. Un vanto per questa città. Ma ha anche altre peculiarità straordinarie, come ad esempio quella di avere una delle più vaste reti di piste ciclabili, e ce ne accorgiamo da subito per l’alta concentrazione di due ruote. È un centro balneare di spicco anche per la qualità della spiaggia e delle strutture di accoglienza. Mentre ci aggiriamo per il centro storico ammirando le bellezze rinascimentali, ci raggiungono i nostri amici: Giulia Terenzi, Andrea Mantaroni e Andrea Scavolini. Come già successo in precedenza abbiamo due Andrea e decidiamo che li riconosceremo dall’iniziale del cognome. Terminiamo la passeggiata in piazza del Popolo, ammiriamo il palazzo Ducale e la bellissima fontana, raggiungiamo un locale ai bordi e mentre ordiniamo il rituale l’aperitivo partono le domande.

Andrea M., da 1 a 10 quanto è utile per te incontrarsi a tavola per fare business? e perché?

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Il mondo del lavoro, anche se è solo uno dei aspetti della nostra vita, impegna gran parte del nostro tempo e penso che si possa creare del buon business solamente grazie ad una fitta rete di relazioni interpersonali. Essendo l’uomo un animale sociale, non può esimersi dal mantenere tali relazioni se se desidera crescere e prosperare nei vari contesti della società. La tavola, specie per noi italiani, è sicuramente un contesto fortemente relazionale dove qualora si debbano affrontare incontri lavorativi è possibile, oltre a vagliare i consueti aspetti tecnici propri del business, approfondire con la controparte anche una conoscenza sul piano umano ed emotivo, il che a mio parere permette di rafforzare ulteriormente le basi di un rapporto lavorativo di lungo termine.

Giulia, credi o ritieni che esistano particolari usi, costumi locali nel relazionarsi a tavola? Anche in momenti più “soft” come le pause caffè, gli aperitivi …

Si prediligono locali vicini al mare, prima si usa fare un aperitivo, in pratica come stiamo facendo noi in questo momento, e poi pranzo o cena a base di pesce, se il commensale lo gradisce. Ma mi pare di aver capito che voi lo gradite, quindi sappiamo cosa mangiare a pranzo.

Andrea M., se dovessi descrivere la città dove vivi tramite il piatto tipico, quale indicheresti? Anche più di uno.

Sicuramente seppur nella semplicità del piatto, Pesaro è caratterizzata dalla pizza denominata “Rossini”, dove la base è la stessa della pizza margherita, con la differenza che sopra vengono adagiate delle fette di uovo sodo e una generosa dose di maionese. Mi sono sempre rimasti impressi due piatti che preparava mio nonno, ovvero il “coniglio in porchetta” ma soprattutto il tipico “brodetto di pesce” che da ex pescatore, era solito consumare proprio a bordo dei pescherecci utilizzando il pesce meno pregiato avanzato a fine giornata. A fine pasto è d’obbligo la “scarpetta” con il pane (sia nel piatto che nella pentola) perché il sughetto è protagonista del piatto tanto quanto il pesce!!

E se dovessi descrivere la città dove vivi tramite la bevanda tipica (alcolica o analcolica), quale indicheresti? Anche più di una.

Pesaro è caratterizzata da una buona presenza di spazi dedicati alla coltivazione dei vitigni e tra i vini tipici troviamo sicuramente il “Bianchello del Metauro” e il “Colli Pesaresi” nella più conosciuta declinazione del Sangiovese. Inoltre, Pesaro ha una suddivisione in 3 sottozone: Focara, Parco Naturale Monte San Bartolo e Roncaglia che determinano anche le versioni specifiche dei relativi vini. Per quanto riguarda i cocktail sicuramente i nomi più in voga rimangono sempre quelli internazionali (Moscow Mule, Americano, Spritz), ma c’è un locale che si distingue per estro nella loro preparazione (“DAMA BIANCA”) dove personalmente ho potuto apprezzare una delle loro creazioni, chiamata la “Granadilla” al frutto della passione e maracujia, dal gradevole sapore agro-dolce; inoltre anche un ottimo “Ginger Mule” che è una variante del più noto Moscow Mule, fatto però con un centrifugato di zenzero e dal sapore molto più speziato.

Andrea S., puoi descrivere un rito o un’abitudine relativi alla tavola tipici della tua città?

A Pesaro si Organizzano cene che chiamiamo “tavolate” con tantissimi commensali in occasione e di tante feste all’aperto o in circoli. E soprattutto in estate sulla spiaggia. A Pesaro si organizza in estate la cena delle candele durante la quale tutta la città cena in riva al mare alla luce delle candele lungo tutta la spiaggia di fronte alla città per 11 chilometri e ascoltando e ballando musiche di tutti i generi.

E tu Giulia cosa ne dici?

Quando si brinda alcuni battono il fondo del calice o del bicchiere sul tavolo prima di bere. È un gesto scaramantico, di buon auspicio e di amicizia.

Andrea S., hai una ricetta di famiglia, qualcosa che identifica le tue origini e che condivideresti?

Brodetto di pesce
Ingredienti:
Seppie, mazzancolle, canocchie, vongole, cozze, coda di rospo, palombo, scorfano, passata di pomodoro, cipolla, basilico, sale e pepe.

Soffriggere gli odori in padella con olio poi aggiungere pomodori a pezzetti o anche la salsa con il basilico e il peperoncino. Poi aggiungere le seppie tagliate a pezzi e il palombo a pezzi.  Dopo qualche minuto aggiungere la coda di rospo e lo scorfano Fare cuocere ancora per cinque minuti Alla fine aggiungere mazzancolle, canocchie, vongole e cozze Far cuocere ancora per sette, otto minuti. Servire Il brodetto caldo con un paio di fette di pane casareccio nel fondo del piatto.
Accompagnare il piatto con del buon bianchello del Metauro.

Concludi l’intervista Andrea S., dicci se ricordi un momento in cui hai fatto delle scelte a tavola che ti hanno permesso di raggiungere gli obiettivi oppure al contrario, che ti hanno precluso questa possibilità? Puoi descriverle?

Una volta con altri imprenditori-amici pesaresi abbiamo organizzato una cena in un hotel di una città russa (Kostroma) abbiamo invitato più di duecento russi imprenditori, loro dipendenti, politici locali. Abbiamo cucinato noi italiani nella cucina dell’hotel e abbiamo diretto anche il servizio a tavola. La serata è stata uno spettacolo memorabile. I russi hanno gradito la nostra pasta e le portate di pesce, erano tutti entusiasti dell’evento e da quella sera abbiamo instaurato molte relazioni che durano tuttora. Qualche mese dopo il mio team ottenne l’incarico di gestire l’hotel, il ristorante ed il centro commerciale annesso al complesso. Incredibile avventura, ma vera. Una delle tante magie che solo gli italiani riescono ad inventarsi in giro per il mondo

Grazie Giulia e grazie ad entrambi gli Andrea per il tempo che ci avete dedicato, speriamo di reincontrarvi presto.

Di seguito alcuni collegamenti utili per approfondire la conoscenza di Pesaro

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