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Perugia – Palazzo dei Priori – Grazie Italia – Business a tavola – Claudio Messina

Nel Girone dei golosi – Canto VI – Inferno il sommo poeta sistemò i golosi e per fortuna nostra è solo un poema perché a Perugia, città famosa per il cioccolato, i golosi ci possono ben sguazzare nel nettare degli Dei. Prima però varrebbe la pena prepararsi lo stomaco con una buona zuppa di “Farro di Monteleone di Spoleto DOP” o qualche fetta di “Prosciutto di Norcia IGP” per non parlare de “La torta al testo”, un piatto di “Strangozzi” o un profumato e aromatico “Tatufo” grattato su un primo piatto o qualche secondo di selvaggina; per non parale poi dei vari prodotti di norcineria umbra tipici della zona. Una terra così ricca di natura e colline non poteva essere priva di Bacco. Nella provincia di Perugia ci sono infatti ben 2 DOCG Montefalco Sagrantino, vino rosso prodotto con il vitigno Sagrantino in varie versioni dal secco al passito e il Torgiano Rosso Riserva oltre a ben nove DOC che spaziano dai bianchi a rossi, dal trebbiano (toscano e spoletino) allo chardonnay al grechetto fino ai rossi sangiovese, merlot e pinot nero.

Arrivare in auto a Perugia ti mostra una serie di contraddizioni: grandi agglomerati industriali contrapposti a scorci e monumenti umbri, etruschi e tardo medioevali. Sede di una delle più antiche e rinomate università d’Italia, nonché della seconda più antica accademia di Belle Arti del paese, è racchiusa tra due cinte di mura, una etrusca e una medioevale. Non fatichiamo a trovare parcheggio all’ingresso della città e ci incamminiamo verso il centro storico per raggiungere i nostri amici Brunella Martinelli, Domenico Surdo, Orlando Perini e Federico Falini in piazza IV Novembre. Il palazzo dei Priori, la Fontana Maggiore, le Logge e … il bar con distesa che ci aspetta all’ombra. Ci sediamo e partono le domande.

Domenico, da 1 a 10 quanto è utile per te incontrarsi a tavola per fare business? e perché?

10
Sicuramente arrivare a sedersi a tavola con dei potenziali Clienti è sinonimo di aver conquistato un grado di fiducia e confidenza in più rispetto il classico rapporto formale. A tavola inevitabilmente si ha l’occasione di condividere uno dei piaceri più importanti della vita e di solito non lo fai con chiunque. dopo i primi minuti si tende ad abbassare la soglia delle difese classiche del confronto e tutto diventa più scorrevole e informale. Si acquisiscono importanti informazioni di carattere personale che potranno aiutarci ad una maggiore empatia e condivisione. L’obiettivo finale, cioè la preparazione alla conclusione dell’affare, se non addirittura il suggello stesso, tra piatti e posate, sarà più vicino.

Federico, credi o ritieni che esistano particolari usi, costumi locali nel relazionarsi a tavola? Anche in momenti più “soft” come le pause caffè, gli aperitivi …

Ogni momento è a mio avviso da mettere in relazione con chiunque ci si trovi davanti, soprattutto in base alle disponibilità temporali. Tutti gli eventi che generano una pausa rispetto alla routine e che coinvolgano le persone sono utili per approfondire le relazioni. Poi il caffè veloce ma ripetitivo crea empatia! L’aperitivo spesso contribuisce ad espandere le reti relazionali se il locale lo permette, la cena serve ad approfondire progetti o situazioni. Tutto è utile e tutto a mio avviso deve essere sfruttato al meglio!

Orlando se dovessi descrivere la città dove vivi tramite il piatto tipico, quale indicheresti? Anche più di uno.

Direi che nella tradizione perugina ci possono essere gli antipasti, gli affettati misti di Norcia e le bruschette al tartufo, le tagliatelle fatte a mano al tartufo e le costine di agnello (Scottadito).

E tu Brunella?

Gli strangozzi al tartufo, ma con il tartufo di base come materia prima e capacità culinaria vi sono delle eccellenze. Poi ci sono i salumi, ma è anche il paradiso degli oli; anche quest’anno una azienda ha ripreso le 4 olive come simbolo di eccellenza mondiale.

Domenico, se dovessi descrivere la città dove vivi tramite la bevanda tipica (alcolica o analcolica), quale indicheresti? Anche più di una.

La produzione vinicola Umbra non ha ancora sviluppato del tutto le grosse potenzialità che ha, probabilmente perché le Cantine, i produttori locali a causa di chissà quale retaggio ancestrale, non fatto quadrato, magari creando cooperative forti che impattino con più forza sul mercato italiano ed estero. Grazie al mio amore per il vino e alla mia precedente attività, ho avuto modo negli anni di partecipare a numerosi eventi nazionali ed internazionali, oggi stesso curo dei viaggi in moto eno-gastronomici dal nome “La Forchetta on the road”, ed è triste vedere come l’Umbria non riesce ad avere un ruolo da protagonista. fatta questa lunga premessa vi dico che sono tanti i vitigni che meritano essere conosciuti, tra i rossi come non ricordare il rosso di Montefalco e il Sagrantino, ma il mio preferito è un bianco il grechetto.

Federico puoi descrivere un rito o un’abitudine relativi alla tavola tipici della tua città?

Per la festa di San Giovanni il 24 di giugno, in occasione della festa paesana, solitamente viene organizzata una gara culinaria tra i vari ristoranti di Marsciano, che si trasformano per pochi giorni in “Taverne di Strada”, dandosi battaglia tra loro per chi cucina meglio, facendo la felicità degli amanti del buon cibo!

Cosa aggiungi Brunella?

A Spoleto cordialità e antipasti non possono mancare, strangozzi, grigliate, vino, ma soprattutto sorrisi e accoglienza.

Orlando hai una ricetta di famiglia, qualcosa che identifica le tue origini e che condivideresti?

Direi fagioli e cotenne di suino, piatto tipico umbro.

Concludiamo con un tuo aneddoto Federico, ricordi un momento in cui hai fatto delle scelte a tavola che ti hanno permesso di raggiungere gli obiettivi oppure al contrario, che ti hanno precluso questa possibilità? Puoi descriverle?

Di incontri a tavola importanti ve ne sono stati molti, perché è uno dei miei format preferiti, ma uno in particolare ha dato una svolta alla mia vita. Ho avuto la fortuna di pranzare con 2 Regional Director di BNI, Davide ed Alessandro, che mi hanno fatto scoprire quel mondo straordinario chiamato Referral Marketing (Marketing del Passaparola). Da quel giorno non ho più abbandonato questo mondo e con il passare del tempo sta ricoprendo sempre maggiore importanza regalandomi costantemente relazioni importanti, business e formazione continua. Concluderei invitando, come direbbe Claudio: ” Perché non far unire “cibo, tavola e networking” per entrare in contatto in maniera proficua con i nostri contatti?”

Grazie Brunella, grazie Domenico, grazie Orlando e grazie Federico per il tempo che ci avete dedicato, speriamo di reincontrarvi presto.

Di seguito alcuni collegamenti utili per approfondire la conoscenza di Perugia

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