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Stemma Forlì
Forlì – Piazza Aurelio Saffi – Grazie Italia – Business a tavola – Claudio Messina

Forlì è una città di origini preistoriche; sono state trovate tracce che riportano al periodo paleolitico. Ha offerto un buon insediamento alle prime popolazioni. Probabilmente da quelle ne è scaturita anche la cucina che riprende prodotti e cultura della cucina romagnola come Sagne e Fasciuole, un piatto ricco di fagioli, pomodori pelati, cipolla, basilico, olio, sale, peperoncino con pasta fatta in casa; le Scurpelle, una sorta di pizzette a base di patate e uova; infine i dolci con i Ravioli di ricotta.

Annovera diversi prodotti premiati con il riconoscimento della denominazione come l’olio Colline di Romagna DOP, il Formaggio di Fossa di Sogliano DOP; la Pesca e Nettarina di Romagna IGP, l’olio Brisighella DOP, Scalogno di Romagna IGP, lo Squacquerone di Romagna DOP e la Piadina Romagnola/Piada Romagnola IGP. I vini a denominazione sono condivisi a livello regionale: Romagna Albana DOCG, Romagna DOC sottozona Bertinoro, Colli Romagna Centrale DOC, Romagna DOC sottozona Albana spumante, Romagna DOC sottozona Cagnina, Romagna DOC sottozona Sangiovese, Romagna DOC sottozona Trebbiano, Sillaro o Bianco del Sillaro IGT, Forlì IGT e Rubicone IGT.

Forlì è stata fondata dai romani all’incrocio della via consolare con la strada che portava in Toscana. La città conserva tracce significative sia dell’epoca romanica sia di quella rinascimentale. Dal nome del suo primo vescovo, San Mercuriale, è anche chiamata città mercuriale, e mercuriale può essere definito tutto ciò che si riferisce a Forlì. Oggi ci troviamo in piazza Saffi con Andrea Grizzanti, Melisa Chiarello e Marco Tadolini. Questa piazza è il cuore della città e si trova al crocevia dei quattro corsi principali. È tra le più grandi piazze d’Italia e il suo perimetro è circondato da alcuni dei palazzi più prestigiosi della città. Non facciamo fatica a trovare una distesa per l’aperitivo che come sempre accompagna le nostre interviste prima del pranzo. Qualche informazione supplementare sulla città e partono le domande.

Marco, da 1 a 10 quanto è utile per te incontrarsi a tavola per fare business? e perché?

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A tavola si può parlare di questioni anche molto serie, di lavoro, di politica, di arte, di confidenze personali in una situazione gratificante, perché appagare il piacere del gusto può aiutare a riflettere meglio. Purché non diventi una dipendenza. Altrimenti si deve ricorrere al digiuno per meditare.

Credi o ritieni che esistano particolari usi, costumi locali nel relazionarsi a tavola? Anche in momenti più “soft” come le pause caffè, gli aperitivi …

Certo, girando il mondo vedi che l’approccio al pranzo o alla cena o comunque alla tavola cambia molto nelle varie culture: poi ci sono le abitudini e le necessità individuali. Basta vedere come uno sta seduto, come versa il vino, quanto mangia in fretta ecc.

Andrea, se dovessi descrivere la città dove vivi tramite il piatto tipico, quale indicheresti? Anche più di uno.

Maccheroni al sugo. Forlì è una città molto semplice, tranquilla e funzionale, proprio come i maccheroni al sugo, vanno sempre bene.

Vuoi aggiungere qualcosa tu Marco?

Forlì: tipica cucina rumagnolaza: senz’ altro gustosa, ricca di sapori di casa. Difetti: non troppo varia, grassa. Ottima se i produttori di provenienza sono piccoli e ci tengono, decisamente inferiore nelle grandi produzioni. Piatti tipici preferiti: cappelletti o tortelli ai funghi, passatelli, crescioni zucca e patate. I romagnoli non sanno fare le insalate: pazienza. Non ne capiscono proprio (discorso ovviamente di massima) na in qualunque ristorante ti rendi conto che non ne hanno un’idea.

Melisa se dovessi descrivere la città dove vivi tramite la bevanda tipica (alcolica o analcolica), quale indicheresti? Anche più di una.

Direi Vin Brulè perché il vino è una bevanda tipica romagnola ed è sempre presente sulle tavole. Poi noi di frutta siamo pieni, abbiamo davvero tanti vigneti e campi. Bisogna sfruttare le materie prime presenti.

Anche sulle bevande vuoi aggiungere qualcosa Marco?

Certo, classifica mia in ordine di gradimento: 1) Albana secco 2) Sangiovese 3) Pagadebit. Poi dipende dalla stagione, da cosa stai mangiando, dal caldo o dal freddo, ecc.

Melisa puoi descrivere un rito o un’abitudine relativi alla tavola tipici della tua città?

Le azdore sono le casalinghe che preparano la pasta fresca. Una mia amica fa la pasta fresca ogni domenica, radunando tutti i suoi parenti. Il vino non manca mai nelle tavole romagnole soprattutto nelle festività. Il più gettonato penso sia il Sangiovese.

Andrea hai una ricetta di famiglia, qualcosa che identifica le tue origini e che condivideresti?

Mi viene in mente il sapore di un piatto di famiglia. Una polpetta di mollica e formaggio tra due pomodori secchi, tutto rigorosamente fritto.

Concludiamo con un tuo aneddoto Melisa, ricordi un momento in cui hai fatto delle scelte a tavola che ti hanno permesso di raggiungere gli obiettivi oppure al contrario, che ti hanno precluso questa possibilità? Puoi descriverle?

Una volta ordinai, in un ristorante un piatto di cappelletti pasticciati (che vi consiglio caldamente di assaggiare) ma non sapevo se le porzioni sarebbero state piccole o abbondanti, mi assunsi il rischio e al loro arrivo vidi che erano davvero abbondanti e data la lunga attesa ero stra-felice così ebbi la soddisfazione di finire il piatto e raggiungere la sazietà.

Grazie Marco, grazie Andrea e grazie Melisa per il tempo che ci avete dedicato, speriamo di reincontrarvi presto.

Di seguito alcuni collegamenti utili per approfondire la conoscenza di Forlì

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