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Stemma Chieti
Chieti – Cattedrale di San Giustino – Grazie Italia – Business a tavola – Claudio Messina

Secondo la leggenda Chieti sarebbe nata prima di Roma ad opera di Achille nel 1181 che le diede il nome di Teate in onore di sua madre, la ninfa Teti.  Ancora oggi si trova raffigurato nello scudo stemma della città dove è rappresentato con quattro chiavi in mano simbolo degli accessi alla città.

La cucina a Chieti

La cucina è ricca e variegata a partire dagli antipasti come l’Antipasto di arance, una sorta di insalata con fettine di arancia condite con olio di oliva, sale, e pepe nero; proseguendo poi per i primi piatti come le Lasagne della Quaresima con acciughe, finocchio selvatico, sugo di pomodoro e sale; oppure le Linguine piccanti, con cipolle, rucola, pomodori olio e burro; Pasta alle zucchine e zafferano; gli Spaghetti alla Civitarese, preparati con pancetta, peperoncino, cipolla e zafferano; per procedere con il pesce come le Mazzancolle al coccio, mazzancolle infarinate e flambate al brandy; Calamaretti a crudo, calamari marinati in aglio, succo di limone, aceto bianco, olio, sale e peperoncino; Chicocce e patate, con zucchine, patate, cipolla, olio, prezzemolo e sale; le Rape strascinate; menzione anche per le frittate come quella al basilico, quella alle alici; per concludere la Pizza dolce, una pizza a base di burro, zucchero e cannella; oppure la Cicerchiata, dolce a base di uova, olio, marsala e scorza di limone, preparati a palline e fritte e decorate con  granella di zucchero.

I prodotti a denominazione che condivide con altre province sono: l’olio Colline Teatine DOP, il Vitellone bianco dell’Appennino Centrale IGP, i Salamini italiani alla cacciatora DOP e l’Agnello del Centro Italia IGP.

I vini a Chieti

I vini a denominazione fanno parte della produzione abruzzese e sono il Cerasuolo d’Abruzzo DOC, il Montepulciano d’Abruzzo DOC, disponibile anche come riserva, il Trebbiano d’Abruzzo DOC e il Terre di Chieti IGT.

Luigi Arcangelo oggi ci ospita e ci guida nella parte orientale di Chieti, quella più antica, quella lontana dagli insediamenti industriali, quella dove possiamo ammirare la bellissima cattedrale di San Giustino. In queste vie e in queste piazze l’arte e l’architettura romanica si vedono ancora piuttosto bene. Poco distante dalla cattedrale possiamo ammirare anche la chiesa di San Francesco al Corso. A seguire Luigi ci porta ad ammirare la chiesa di Santa Chiara che, se da fuori nulla ha di particolare, all’interno è un trionfo di stile barocco tutto da ammirare.

I vari palazzi civili, dalla Banca d’Italia alla Cassa di Risparmio, passando per palazzo Fasoli, ci portano fuori dallo stile romanico verso quello neoclassico. Sono tutti dei bellissimi scorci cittadini tenuti veramente molto bene. La fine della passeggiata ci porta nei pressi di piazza Garibaldi dove il nostro ospite ha prenotato l’aperitivo in un bel locale con piccola veranda. Ci sediamo e partono le domande.

Luigi, da 1 a 10 quanto è utile per te incontrarsi a tavola per fare business? e perché?

10
Incontrarsi a tavola per fare business secondo me è utilissimo. Da sempre quando voglio fare bella figura con i miei clienti li porto fuori a pranzo. Dal mio ufficio ad arrivare al mare c’è veramente poco, arrivare a Francavilla per un brodetto di pesce e un attimo. Il risultato è assicurato.

Credi/ritieni esistano particolari usi, costumi locali nel relazionarsi a tavola? Idem in momenti più “soft” come le pause caffè, gli aperitivi ecc.

Io penso ai brindisi. Ormai non ci si fa più caso, viene spontaneo, quando si alza il bicchiere anche solamente il gesto di rivolgerlo verso la persona che ti sta davanti è qualcosa che si fa da sempre. Crea compagnia, crea relazione, avvicina le persone che hai davanti.

Se dovessi descrivere la tua città dove vivi tramite il piatto tipico, quale indicheresti? Anche più di uno.

Invece di un piatto ti indico qualche cosa che da noi non manca mai: il pane. Il nostro pane è favoloso, quando passi davanti ai forni senti un profumo che non è solo di pane, sono anche i ricordi delle cose fatte come una volta. Per me l’odore di pane della mia città è qualcosa che mi porterò sempre con me.

Se dovessi descrivere la città dove vivi tramite la bevanda tipica (alcolica o analcolica), quale indicheresti? Anche più di una.

Un liquore tipico di Chieti e il Corfinio. Prodotto distillando erbe, ha una gradazione abbastanza elevata e tra i suoi sapori, ma soprattutto per il suo colore, c’è lo zafferano. È un liquore piuttosto antico, non è molto conosciuto al di fuori della provincia, solo in alcune zone. Dopo ve lo faccio provare.

Puoi descrivere un rito o un’abitudine relativi alla tavola tipici della tua città?

Se dovessi parlare di tutte le abitudini che abbiamo legate alla tavola potremmo scrivere un libro. Una cosa che nelle nostre famiglie è abbastanza di rigore è l’abitudine di apparecchiare sempre la tavola. Anche nei ristoranti la tovaglia e il tovagliolo sono una cosa sempre apprezzata. Avendo a che fare con una cucina abbastanza ricca, alle volte unta, con tanto sugo, le tovagliette e i tovagliolini di carta alle volte non vanno bene.

Hai una ricetta di famiglia, qualcosa che identifica le tue origini e che condivideresti?

La ricetta non la conosco bene, ma posso dire alcune cose sulla Cicerchiata. Sono palline di pasta dolce fatta semplicemente con farina, uova, burro e zucchero. In alcune varianti mi sembra che qualcuno metta anche del liquore. In casa mia mia moglie frigge le palline nello strutto e, una volta scolate e asciugate, vengono buttate dentro al miele caldo. Di solito il composto di miele e palline fritte viene disposto a forma di ciambella, poi sopra vengono cosparse granelle, zucchero o piccoli confettini. per mangiare questo dolce è impossibile non sporcarsi le mani.

Concludiamo con un tuo aneddoto, ricordi un momento in cui hai fatto delle scelte a tavola che ti hanno permesso di raggiungere gli obiettivi oppure al contrario, che ti hanno precluso questa possibilità? Puoi descriverle?

Detto così, parlando di obiettivi, bisognerebbe pensare a qualcosa di importante. A me però in questo momento viene in mente che alcune settimane fa, pranzando con i miei collaboratori, abbiamo deciso di quali colori pitturare gli uffici. Sembrerebbe una cosa facile, ma al lavoro ne stavamo parlando veramente da tanto tempo. Un pranzo a base di frittura ci ha fatto risolvere e prendere la decisione.

Grazie Luigi per il tempo che ci hai dedicato, speriamo di reincontrarti presto.

Di seguito alcuni collegamenti utili per approfondire la conoscenza di Chieti

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