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Stemma Catania
Catania – Piazza del Duomo – Grazie Italia – Business a tavola – Claudio Messina

La Ciliegia dell’Etna, il Ficodindia dell’Etna o Ficodindia di San Cono, tutti rigorosamente DOP infiammano di colori e profumi le tavole di Catania. Per non parlare del Pistacchio Verde di Bronte DOP che ci accompagna dai primi ai gelati con il suo colore e profumo esotico. In una terra così fertile e soleggiata non può mancare l’olio come il Monte Etna DOP e naturalmente l’Uva da tavola di Mazzarrone IGP per allietare la bocca a fine pasto … ma anche da sola. Come vino tipico abbiamo l’Etna rosso, bianco e rosato DOC.

Oggi non facciamo molta strada, infatti ieri eravamo a Messina e oggi, dopo una breve sosta ai Giardini Naxos, arriviamo a Catania, situata ai piedi del Monte Etna, è il centro dell’area metropolitana più densamente popolata della Sicilia. Il barocco del suo centro storico è stato dichiarato dall’UNESCO patrimonio dell’umanità. L’appuntamento con Federico Napoli e Francesca Rapisarda è in piazza del Duomo, luogo d’incontro dei catanesi e salotto barocco della città. Al centro della piazza si trova il simbolo di Catania, ovvero “u Liotru” come ci spiega Francesca, una statua di pietra lavica raffigurante un elefante, sormontata da un obelisco, posta al centro di una fontana. Come sempre ci sediamo in una spianata all’aperto e dopo quattro chiacchiere partono le domande.

Federico, da 1 a 10 quanto è utile per te incontrarsi a tavola per fare business? e perché?

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Cibo e vino favoriscono la convivialità.

Francesca, credi o ritieni che esistano particolari usi, costumi locali nel relazionarsi a tavola? Anche in momenti più “soft” come le pause caffè, gli aperitivi …

Una cosa legata alla tavola, non propriamente al cibo, ma all’addobbo, è l’apparecchiatura. A Catania, come del resto in tutta la Sicilia, teniamo molto alle suppellettili quando si parla della stanza da pranzo. Un aspetto che curo personalmente da anni è l’arte del ricamo delle tovaglie e dei tovaglioli, arte che mi ha insegnato mia madre, la quale a sua volta l’aveva appresa da mia nonna.

Federico, se dovessi descrivere la città dove vivi tramite il piatto tipico, quale indicheresti? Anche più di uno.

Pasta alla Norma, per prima cosa, poi la Parmigiana, la Caponata, gli Arancini, e le Granite.

Se dovessi descrivere la città dove vivi tramite la bevanda tipica (alcolica o analcolica), quale indicheresti? Anche più di una.

Dico il vino rosso dell’Etna. Di un rosso intenso come il suo profumo, è un vino bello pieno, secco e di una buona gradazione alcolica.

Francesca puoi descrivere un rito o un’abitudine relativi alla tavola tipici della tua città?

Ho abbondantemente superato gli “anta”, però vi posso dire che da sempre mangio quello che oggi si chiama Street Food. Da noi a Catania consumare pasti per strada è un’esperienza caratteristica. Passeggiare mangiando cibi acquistati nei mercati storici, nelle bancarelle, nei bar, …, è tipicamente catanese. Oltre alle pietanze salate di carne e di pesce, non dobbiamo scordare tutta la tipicità dei dolci che la mia città può offrire. Sì, parlo anche della granita.

Hai una ricetta di famiglia, qualcosa che identifica le tue origini e che condivideresti?

Sì, a rischio di sembrare banale, vi spiego come si fa la vera granita. Diciamo che vogliamo farla al caffè, prepariamo quindi tanto infuso di caffè da riempire una ciotola, possibilmente di acciaio perché raffredda meglio. La mettiamo nel freezer e aspettiamo che inizi a ghiacciare la parte superiore, diciamo circa un centimetro. Tiriamo fuori la ciotola dal freezer e battiamo con una frusta per una decina di secondi. La rimettiamo in freezer e ripetiamo l’operazione fino a che tutto il composto ha preso la consistenza di una crema. Il procedimento è molto lungo, ma semplice e dà risultati unici. Da mangiare tassativamente con la brioche.

Concludiamo con un tuo aneddoto ricordi un momento in cui hai fatto delle scelte a tavola che ti hanno permesso di raggiungere gli obiettivi oppure al contrario, che ti hanno precluso questa possibilità? Puoi descriverle?

Alcuni anni or sono, mio figlio scese da Roma per incontrare un cliente di Catania. Invece del solito ristorante gli proposi di venire a pranzo a casa nostra. Preparai tutti i piatti che piacevano a lui e, con grande stupore, scoprimmo che erano i piatti preferiti anche del suo cliente. Non so se sia stata la bravura di mio figlio o la bontà del mio pranzo a far firmare il contratto.

Grazie Federico e grazie Francesca per il tempo che ci avete dedicato, speriamo di reincontrarvi presto.

Di seguito alcuni collegamenti utili per approfondire la conoscenza di Catania

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