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Stemma Campobasso
Campobasso – Castello Monforte – Grazie Italia – Business a tavola – Claudio Messina

Secondo le notizie raccolte e i ritrovamenti la città di Campobasso nacque, fu distrutta e risorse almeno tre volte a causa delle varie invasioni di inizio millennio.

La cucina è ricca e basata soprattutto su frutti della terra come i prosciutti affumicati del Sannio; la muletta, simile al capocollo e alla coppa; capofreddo, la coppa molisana preparata con scarti di maiale cotto; la Ventricina di Montenero di Bisaccia preparata con le parti nobili del maiale; la salsiccia di fegato preparata con fegato, cuore e polmoni del maiale; il Caciocavallo di Agnone, a base di latte di mucca diventa piccante con la stagionatura; la Treccia di Santa Croce di Magliano un formaggio grasso a pasta semi dura filata; la stracciata, un formaggio Latticino a pasta filata; la cipolla di Isernia dal caratteristico sapore dolce; i nirvi e musse, muso di vitellino condito con sedani bianchi; i cavatelli (pasta di semola di grano duro e acqua) preparati al ragù; i fusilli alla molisana, una pasta che ha origine molisana e si prepara arrotolandola su un filo di ferro quindi messa ad essiccare; la polenta al sugo di ragù; anche il tartufo molisano è una delle prelibatezze.

Tra i primi piatti nomino pizza e minestra, il pane di mais insieme a una minestra di verdure d’orto e di campo con la carne di maiale; Taccozze e fagioli, pasta fatta in casa a forma di rombo, condita con fagioli, cotenna e olio. Tra i dolci tipici troviamo i picellati, panzerotti con ripieno di mosto cotto, miele, mandorle cotti al forno; i caragnoli, frittelle di pasta farciti di miele. L’olio Molise DOP è sicuramente tra i prodotti da provare.

Il vino a Campobasso

In merito al vino le denominazioni della zona sono: Biferno DOC, a base di Trebbiano Toscano, Bombino bianco e Malvasia per la versione bianco mentre per la versione rosso, Montepulciano e Aglianico; Molise o del Molise DOC disponibile anche i versione rosato e spumante; Tintilia del Molise DOC un vitigno autoctono che conferisce al vino profumi fruttati, come prugne e amarene, e speziati come liquirizia e pepe nero.; infine Osco o Terra degli Osci IGT.

La visita a Campobasso, in compagnia di Mario Mancini, parte dalla storica chiesa di Santa Maria del Monte, per proseguire verso Castello Monforte, da dove si può ammirare tutta la città. Uno spettacolo veramente molto caratteristico. Dopo questa visita percorriamo un breve tratto di strada in auto, la parcheggiamo e continuiamo a piedi per una serie di vicoli dove, se non ci fosse Mario, ci perderemmo sicuramente. Arriviamo davanti ad un perfetto esempio di stile neoclassico quale è la cattedrale della Santissima Trinità, monumento da visitare sicuramente. Poco più avanti arriviamo alla meta: piazza Vittorio Emanuele II, dove il nostro ospite ci introduce in un locale che si preannuncia invitante già dal profumo che si sente dalla porta. Entriamo, ci sediamo e ancora prima di ordinare l’aperitivo partono le domande.

Mario, da 1 a 10 quanto è utile per te incontrarsi a tavola per fare business? e perché?

10
A tavola si sta bene sempre, si riesce a parlare di cose importanti e di cose meno importanti. Portare un cliente a pranzo vuol dire riuscire a parlare con più libertà.

Credi/ritieni esistano particolari usi, costumi locali nel relazionarsi a tavola? Idem in momenti più “soft” come le pause caffè, gli aperitivi ecc.

La pausa caffè, oppure il caffè offerto alle persone invitate in ufficio, è qualcosa che penso venga fatto in ogni ufficio.

Se dovessi descrivere la tua città dove vivi tramite il piatto tipico, quale indicheresti? Anche più di uno.

I cavatelli, una pasta fresca fatta senza le uova. Si possono mangiare con ogni tipo di sugo, dalla carne al pesce, solo con il pomodoro e una grattugiata di formaggio, in tantissimi modi.

Se dovessi descrivere la città dove vivi tramite la bevanda tipica (alcolica o analcolica), quale indicheresti? Anche più di una.

Biferno bianco. Soprattutto se bevuto mentre si mangia un buon pezzo di formaggio molisano.

Puoi descrivere un rito o un’abitudine relativi alla tavola tipici della tua città?

Brindare insieme, cosa sincerità, guardandosi in faccia. Per noi è una cosa che mette allegria, ci tiene uniti.

Hai una ricetta di famiglia, qualcosa che identifica le tue origini e che condivideresti?

La trippa come ce la faceva mia nonna. Cotta con il prosciutto e tantissima salsa di pomodoro, fatta però con i pomodori pelati freschi punto tanto aglio, tanta cipolla e tanto peperoncino. Dopo per forza devi bere un buon bicchiere di vino per digerire tutto.

Concludiamo con un tuo aneddoto, ricordi un momento in cui hai fatto delle scelte a tavola che ti hanno permesso di raggiungere gli obiettivi oppure al contrario, che ti hanno precluso questa possibilità? Puoi descriverle?

Non so dire il momento preciso, ma quando qualche anno fa ho cambiato ufficio, ho passato tante cene e tanti pranzi in compagnia per valutare tutti i pro e tutti i contro. Mi ricordo che la scelta di andare in un ufficio nella prima periferia di Campobasso, invece che in centro come prima, l’ho presa una sera a cena con tutta la famiglia, mentre mangiavamo prosciutto e melone. Che ne so, sarà stato il melone fresco che mi ha fatto pensare ad un ufficio più fresco?

Grazie Mario per il tempo che ci hai dedicato, speriamo di reincontrarti presto.

Di seguito alcuni collegamenti utili per approfondire la conoscenza di Campobasso

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