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Stemma Cagliari
Cagliari – Santuario di Nostra Signora di Bonaria – Grazie Italia – Business a tavola – Claudio Messina

Cagliari, città dalla lunga storia è stata si importanza strategica in epoca romana come capoluogo di Sardegna e Corsica, in seguito diventata capitale del Regno di Sardegna. Per chi voglia ritemprarsi dopo le visite ai vari palazzi, fortini, castelli e siti archeologici offerti in zona è possibile gustare di piatti come la Fregula cun còciula (fregula con le vongole), pasta fatta in casa condita con vongole; la còciula e cotza a sa schiscionera, vongole e cozze cucinate in tegame, e poi la Burrida a sa casteddaia, un piatto a base di gattuccio marino, aceto e noci, la cassòla (da non confondersi con la Casoeûla milanese) una zuppa di vari pesci, crostacei e molluschi; l’Aligusta a sa casteddaia, aragosta condita alla cagliaritana; infine la bottarga, uova di muggine o di tonno, dal sapore forte con la quale condire spaghetti o insalate.

Condivide prodotti a denominazione con il resto della Sardegna; tra questi possiamo menzionare Carciofo Spinoso di Sardegna DOP, Agnello di Sardegna IGP, formaggio Fiore Sardo DOP come il Pecorino Sardo DOP. Enologicamente parlando la zona offre molti spunti di … riflessioni sulle bevute: Cannonau di Sardegna DOC (parla da se) rosato, rosso e per pochi anche in versione bianco, Carignano del Sulcis DOC in rosato e in rosso, Girò di Cagliari in versione secco e liquoroso dolce, Malvasia di Cagliari DOC secco e liquoroso, Monica DOC, Moscato di Sardegna anche in versione spumante, Nasco di Cagliari DOC in versione secca e liquorosa, Sardegna Semidano DOC in versione passito e spumante; infine il bianco conosciuto Vermentino di Sardegna fermo o spumante.

Cagliari si affaccia al centro del Golfo degli Angeli, luogo prediletto dai fenicotteri rosa. Territorio molto eterogeneo che vede, oltre al mare, paesaggi rocciosi e montuosi caratterizzati da numerose grotte. Il luogo in cui ci aspettano Daniele Grioni, Giorgia Angioni e Laura del Piano è Piazza Palazzo, con la cattedrale che svetta sul quartiere Castello, affiancata a Palazzo Regio. Ci sediamo per l’aperitivo e partono le domande.

Laura, da 1 a 10 quanto è utile per te incontrarsi a tavola per fare business? e perché?

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La tavola e il business sono entrambi dei bisogni e delle passioni che si incontrano e offrono la possibilità di instaurare tra le persone un livello di conoscenza che va oltre l’aspetto prettamente business. È’ una modalità di presentarsi e conoscersi attraverso le gestualità di routine che si compiono a tavola, come ci si rapporta al cibo e alle consuetudini giornaliere. La tavola è il momento della giornata in cui ritroviamo gli affetti e ci portiamo dietro e dentro le nostre tradizioni e cultura e condividerlo anche nel business in qualche modo parla silenziosamente di noi, se poi accompagnato da un buon bicchiere di vino, oltre che dire la verità, mette tanta allegria e abbatte in qualche modo quegli schemi o difese che spesso più che agevolare tengono alte le distanze.

Credi o ritieni che esistano particolari usi, costumi locali nel relazionarsi a tavola? Anche in momenti più “soft” come le pause caffè, gli aperitivi …

Ritengo che nella relazione di business a tavola esistano particolari usi e accortezze da tenere in considerazione, partendo dal prestare particolare attenzione ai bisogni del nostro ospite siano quelli espressi che non espressi. Avere cura di notare quale posto a tavola preferisce occupare se a destra piuttosto che a sinistra, se preferisce una luce diretta, stare all’esterno o all’interno avendo cura e attenzione ad intuire e precedere i propri desideri in modo che sia il più possibile a suo agio … ed infine se è un mio ospite, farò attenzione a offrirgli il pranzo senza farglielo notare.

Giorgia, se dovessi descrivere la città dove vivi tramite il piatto tipico, quale indicheresti? Anche più di uno.

I piatti tipici cagliaritani sono a base di pesce, ricette povere con ingredienti facili da reperire in una città di mare. I piatti tipici sono la fregola cun cucciula. La fregola una sorta di cous cous grossolano di semola, cotta in un brodo di pesce con Arselle e Cozze. Sa Burrida, pesce gattuccio lessato e insaporito con limone, aceto, noci e gli stessi fegatini del pesce.

Daniele se dovessi descrivere la città dove vivi tramite la bevanda tipica (alcolica o analcolica), quale indicheresti? Anche più di una.

Beh, parlerei sicuramente di una nota birra sarda, che ormai ha travalicato i confini dell’Isola, perché si lega indissolubilmente al caleidoscopio di sensazioni, ricordi che ogni visitatore porta con sé, dopo essere stato qui ed avere esplorato il territorio. Ma attenzione: restando in argomento, c’è un patrimonio relativamente nuovo, davvero tutto da esplorare anche nel settore delle birre artigianali locali!

Laura cosa puoi aggiungere?

La trasparenza delle acque del Poetto, spiaggia di Cagliari, possiamo accostarla alla limpidità del Fil’e ferru “Acqua vite” o acqua ardente … come il Cagliaritano trasparente e accogliente, caloroso e al contempo focoso, tagliente con la schiettezza che lo contraddistingue.

Puoi descrivere un rito o un’abitudine relativi alla tavola tipici della tua città?

La picchettata è il modo più festoso per terminare eventi importanti, siano essi lavorativi, sportivi, gite fuori porta o feste tradizionali. Si tratta di ritrovarsi in piazza, piuttosto che in campagna, e arrostire la carne tipica, agnello o maialetto, la cordula o la treccia … condividendo quello che ciascuno porta da casa propria.

Daniele hai una ricetta di famiglia, qualcosa che identifica le tue origini e che condivideresti?

Beh, le mie “origini … acquisite” direi. Sì la già citata panada. Come nasce? Per praticità. Costituiva un pranzo completo, ma anche protetto, nelle lunghe giornate di lavoro campestre. È un piatto “architettonico” perché, con farina e semola, si costruiscono fondamenta, pareti ed, infine, la copertura di questo scrigno di sapori. Il ripieno, disposto a freddo, può variare (agnello, o anguilla di Santa Gilla, o verdure), ma non devono mancare olio, pepe, prezzemolo, aglio e molti pomodori secchi. Tutti ingredienti semplici e sani. Dopo un’ora di forno, tutti a tavola!

Concludiamo con un tuo aneddoto Giorgia, ricordi un momento in cui hai fatto delle scelte a tavola che ti hanno permesso di raggiungere gli obiettivi oppure al contrario, che ti hanno precluso questa possibilità? Puoi descriverle?

A Cagliari, in qualunque stagione, se c’è il sole è frequente incontrarsi per un aperitivo o un caffè all’aperto o nei locali del centro storico o nel lungo mare tra le falde della Sella del Diavolo e le saline che ospitano i fenicotteri rosa. Una volta in pieno inverno, ma una giornata baciata dal sole, ho invitato un cliente a pranzo al mare. Mangiando un fritto misto freschissimo mi continuava a dire: “ho il Mediterraneo davanti a me e i fenicotteri rosa alle mie spalle e in pieno inverno pranzo al sole.” Conclusione? Non so se abbia capito la mia proposta in dettaglio ma dopo Il Mirto ha firmato il contratto.

Grazie Daniele, grazie Giorgia e grazie Laura per il tempo che ci avete dedicato, speriamo di reincontrarvi presto.

Di seguito alcuni collegamenti utili per approfondire la conoscenza di Cagliari

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