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Stemma Asti
Asti – Palazzo Civico – Grazie Italia – Business a tavola – Claudio Messina

Plinio nella sua Naturalis Historia descriveva Asti come “un forte villaggio ligure confinante con le tribù degli Stazielli, popolato di gente industriosa, pastori, agricoltori, artigiani”. La cucina è molto legata al territorio piemontese e propone piatti come “Agliata del Monferrato” crema di foglie delle erbe aromatiche con aglio, sale e pepe da spalmare su crostini di pane abbrustolito; oppure la Bagna cauda; il Carpionato di zucchine, zucchine fritte in olio d’oliva con aggiunta di salvia, menta e aglio; il Fritto misto piemontese conosciuto anche come Fricassà mescià, un piatto unico; la Torta di cardi; la tradizione di pasta fatta in casa non manca, Agnolotti all’astigiana, con ripieno di vitello, coniglio, lombo di maiale, scarola o di spinaci; il coniglio all’astigiana cucinato con cipolle, pancetta, burro, prezzemolo, rosmarino, aglio, salvia, alloro, grignolino, olio extra vergine di oliva, timo, sale e pepe; con contorno di cipolle astigiane, cucinate insieme a patata, prezzemolo, maggiorana, timo, menta, aglio, panna fresca e sale. Infine, un bel “Tirulën”, è un dolcetto tipico di Isola d’Asti, oppure il Torrone astigiano alle nocciole.

L’offerta vinicola astigiana

Asti è ricca di denominazioni con cui divertirsi: Albugnano DOC, Alta Langa – Metodo Classico, Asti DOCG – Metodo Classico, Barbera d’Asti DOCG, Calosso DOC, Calosso DOC Riserva, Calosso DOC Passarà, Cisterna d’Asti DOC e Cisterna d’Asti Superiore DOC, Freisa d’Asti DOC, Grignolino d’Asti DOC, Loazzolo DOC, Malvasia di Casorzo Doc, Malvasia di Castelnuovo Don Bosco Dolce, Moscato d’Asti DOCG, Nizza DOCG e Nizza Riserva DOCG, Ruché di Castagnole Monferrato DOCG. Vini che spaziano dai bianchi ai rossi, dalle bollicine ai vini dolci.

Siamo ad Asti, e per la seconda volta durante questo giro dell’Italia, alla scoperta delle sue bellezze e bontà, ci incontriamo con un collega che, come noi, fa parte di un network di marketing referenziale. Fabrizio Lapenna è una persona coinvolgente e di grande compagnia, sa come alimentare il buonumore e quale sia il valore della relazione, sia nel business che a tavola. Alla fine della riunione ci porta a passeggio per una Asti sconosciuta ai turisti, fatta di vicoli, di rioni e di borghi. Ci parla del Palio e di come venga disputato, degli sbandieratori e dei drappi. Camminando arriviamo in Piazza San Secondo, dove, strano ma molto bello a vedersi, la cattedrale e il comune sembrano parte di un unico edificio. La Collegiata di San Secondo è attaccata a Palazzo Civico. Ci accomodiamo in un bar della piazza e, mentre continuiamo a guardarne le bellezze, partono le domande.

Fabrizio, da 1 a 10 quanto è utile per te incontrarsi a tavola per fare business? e perché?

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Il clima conviviale, accompagnato da un buon calice di vino, facilita sicuramente una conoscenza più intima e rilassata, specialmente attorno ad un tavolo Rotondo. Concludere un affare e imbastirne uno nuovo è più Facile e Piacevole!

Credi/ritieni esistano particolari usi, costumi locali nel relazionarsi a tavola? Idem in momenti più “soft” come le pause caffè, gli aperitivi ecc.

Un particolare del convivio per Business dipende dall’ospite, se arriva da fuori città o regione cerchiamo di stupirlo con piatti tipici, con il meglio della tradizione locale infarcito da aneddoti di vita legati al piatto. Se invece è della zona giochiamo con una cucina più fusion, tradizionale rivisitata. Il tutto accompagnato dal Vino che è l’oro delle nostre colline!

Se dovessi descrivere la tua città dove vivi tramite il piatto tipico, quale indicheresti? Anche più di uno.

Agnolotti quadrati con sugo d’arrosto, Tajarin ai funghi porcini. Gli antipasti. Vitello tonnato, Insalata russa, Peperoni in bagna cauda, Carne cruda battuta al coltello, e… in stagione il Re: il tartufo bianco

Se dovessi descrivere la città dove vivi tramite la bevanda tipica (alcolica o analcolica), quale indicheresti? Anche più di una.

Asti è la terra dei vini. Barbera, Asti spumante, Moscato d’Asti, Vermouth.

Puoi descrivere un rito o un’abitudine relativi alla tavola tipici della tua città?

Il Rito della Bagna Cauda, che è in assoluto il più conviviale dei piatti tipici. Piatto che nasce dalla tradizione contadina ed ora piatto addirittura osannato in un evento: il BAGNA CAUDA DAY, giorni in cui non solo in Asti e in Italia, ma nei ristoranti del mondo si mangia in contemporanea la Bagna Cauda.

Hai una ricetta di famiglia, qualcosa che identifica le tue origini e che condivideresti?

Antipasto. Giardiniera Piemontese. Un mix di verdure scottate al profumo di aceto, tonno e il tutto legato da salsa contadina al pomodoro.

Concludiamo con un tuo aneddoto, ricordi un momento in cui hai fatto delle scelte a tavola che ti hanno permesso di raggiungere gli obiettivi oppure al contrario, che ti hanno precluso questa possibilità? Puoi descriverle?

Certo. Acquisti e vendite immobiliari di alcuni appartamenti sono passati attraverso la tavola, e direi sempre con buoni risultati. In particolare, ricordo che alla giovane età di 24 anni concludevo l’acquisto del mio primo appartamento di vacanza, ed essendo a Courmayeur, lo abbiamo fatto sorseggiando la tipica bevanda in Grolla.

Grazie Fabrizio per il tempo che ci hai dedicato, speriamo di reincontrarti presto.

Di seguito alcuni collegamenti utili per approfondire la conoscenza di Asti

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